Chi è questo uomo millenario che combatte contro Nick, il Diavolo? Perché lui, e non Dio? Perché un essere umano avrebbe il potere di conquistarsi anime?
E' un po' sconclusionato il carrozzone di Gilliam, ma affascinante... non riesce a staccarsi da terra, ma balla bene sulle sue ruote prostrate. E Ledger... ah, Ledger è un affascinante mascalzone, l'anima più persa di tutte: quella che non riesce a finire neppure nelle mani del diavolo.
Più che Dio e Diavolo, mi è parso di vedersi combattere Vita e Morte: nessuna delle due buona, nessuna delle due cattiva, nessuna delle due trascendente.
Semplici, nel loro continuo desiderio di essere centro di attrazione. Mancanti e per questo complete.
"We live in Highgate, a nice part of London, the shops are about 100 meters down the road. When my son was twelve he watched too much television, so his imagination said ‘When I go to the shops I’ll be raped, mugged, murdered’ and he wouldn’t go. He was terrified. I suppose that’s Mr. Nick’s way: Fear. And that’s the kind of imagination America’s living with right now, fear of the Other. Won’t people understand that the world is actually a pretty nice place? The bad things are very minor as part of the big picture but everybody lives in fear. More and more, we are encouraged to be fearful, and I hate that. That’s why I don’t like horror or gore films, they frighten me too much and my imagination will go to really dark places if I let it, so I don’t want to encourage it."
T. Gilliam
blog.afi.com/afifest/index.php/2009/11/02/terry-gilliam-and-the-power-of-the-imagination/
C'era una volta, tanto tempo fa, il rispetto reciproco. In realtà non era necessario si trattasse neppure di rispetto, bastava il buonsenso.
Dare del pedofilo ad uno che avvicina diciassettenni consenzienti non è buonsenso: mette vicino mostri e le persone più disparate, da chi ama le ninfette o le ochette a chi casualmente si è innamorato di chi più giovane di lui(lei).
Dare del pedofilo a un soggetto che si dice abbia sposato una bimba di 9 anni, quando di norma culturalmente i matrimoni sono combinati tra bambini di giovane età... tra l'altro in tempi decisamente diversi dai nostri... si qualifica da sé.
Non ho interesse per nessuno dei due papy - entrambi hanno detto o fatto cose che non mi piacciono.
Però vorrei più testa in chi punta contro il dito.
Quando poi si mette in ballo anche religioni, la pretendo.
Sussulto - sono scossoni a muovermi, bruschi. Non mi dispiace, hanno lo stesso sapore denso di novità attese.
E' come se attendessi in un riccio, basta una sola azione per tornare in contatto con lo scorrere delle cose.
Tu sei il muro.
Parlavamo di alchimia, di come le fasi alchemiche siano specchio del naturale sviluppo di... anima? Se?
Lo leggo nel blog di Martinalamatta... e sorrido. Coincidenze, ma non proprio. Stiamo crescendo, in tanti.
Ci sono tante cose che vanno bruciate: oggetti e paure a cui ci si appende per non affrontare la nuda realtà.
Al contempo, scopro che questo bruciare porta alla luce nuove strutture: che tutto quello che ha un valore deve uscire, essere messo alla prova, prendere i suoi spazi naturali.
Vorrei poter dire di non aver paura di come sto cambiando, ma a volte è naturale: non vedo ancora la via d'uscita.
Eppure sento che una nuova decisione strattona, prendende i suoi spazi; e non c'è altro che lasciarla crescere.
Ci ho provato.
Coelho mi ha sempre allontanata, da quando leggevo di sciamanesimo e girava per casa il suo Guerriero della luce. Mi dava la stessa impressione di Gibran, persone forse con una grande sensibilità... ma che non erano veramente arrivati al punto.
Ho provato a leggere Zahir, e l'impressione è tornata centuplicata.
Coelho parla tanto di iniziati, quasi vede le iniziazioni... ma poi torna a casa, nel nido caldo degli oggetti, del suo successo, dell'affermato mondo rotocalcato e di copertina che in fondo sarà scialbo, ma è rassicurante.
E l'amore è uno dei tanti oggetti che dai viaggi puoi riportare a casa, per tornare ad ingabbiarlo nel quotidiano da cui voleva fuggire.
Non evoca, Coelho... ci prova e poi torna indietro, rifiutato dagli stessi personaggi che cercava di realizzare. Lo guardano e lo giudicano, per poi tornare ad essere le maschere con cui può giocare.
Non mi dà l'impressione di "sbagliato" che tante letture pseudo-esoteriche hanno. Mi dà l'impressione di un continuo incompleto.
Se questo è il cammino, se ti riporta allo stesso punto che doveva cambiare e crescere con te, perché farlo?
Quando il TG regionale ha avvisato che dei pazzi scatenati sarebbero andati in giro a distribuire santini e pregare contro il corteo, non ho potuto non partecipare. In fondo, cos'è Halloween senza una Zombie Walk?
Credo che per le duecento persone circa che hanno partecipato ci siano stati una cinquantina tra forze dell'ordine varie. Compreso un vigile del fuoco che ha visto una suora zombie splattarsi sul suo mezzo fermo. Impagabile.
A differenza di quanto sarebbe stato bloccato a Udine, è stato possibile farla... e poi devo dire che vedere un poliziotto sghignazzare alle scenate che siamo riusciti ad intavolare è stato soddisfacente, come le facce di certi autisti, bloccati dalla polizia per trovarsi in un mare di zombies, o chi il sabato sera era a farsi un giro in centro e si è trovato a metà "corteo". E le taverne molestate...
Devo ringraziare il signore che trovandosi me e un'amica alle spalle ha sobbalzato... è stato veramente soddisfacente. *_*
Due ore scarse di divertimento, confronti di costumi, foto, risate e pagliacciate. Zero problemi. Non a caso gli organizzatori sono rievocatori storici - inizia a diventare un marchio di qualità.
Fa un po' amaro lasciare una Pordenone viva (a mezzanotte nel cortile interno del pub, su cui danno almeno tre condomini, stiamo ancora ridendo e scherzando, mentre a Udine... citare il Gambrinus basta) per trovare una Udine deserta.
Cose di cui tener conto.
Non ho ancora ben chiaro cosa farò stasera. Il buonsenso avvisa che dovrei trattenere il poco di salute che resta, ma ho voglia di movimento.
C'è una voce, neppure tanto sottile, che vuole uscire e semplicemente... festeggiare. Aprire alla stravagante carnevalata di Halloween per scuotere Samhain.
Arrivano le lunghe notti.
E' difficile spiegare l'inquietudine di qualcosa che va cambiando irrimediabilmente.
A me poi, che aspetto fino all'ultimo prima di spiccare il balzo, le cose sembrano ancora più ruvide.
Sono le sere fredde dell'autunno, con il sole che cala così presto. Ho posato molte piante sul davanzale, sperando che il freddo non le colga.
Era da tanto che rievocazione per me non significava più "fortunato incidente".
E' stato bello vedere che può significarlo ancora, anche se dubito che la giornata di ieri sia stata una rievocazione: niente campo, costumata più che attendibilità storica.
Ma vivere l'attimo è possibile, ed è tutto.
Guardarsi attorno senza preoccupazione inoltre non è male.
Spinge, quest'aria di cambiamento. Ingloba più che può e sprona. Avanti, avanti, avanti.