Prima o poi cancellerò il blog.
Perché loggarmi e trovare tra gli utenti "Queen Ishtar - ex tenebris" è troppo anche (soprattutto?) per me.
Trieste è un ammasso compatto di stradine e marciapiedi troppo stretti, fatta apposta per strisciare fiancate e per imprecare; ma c'era una meta ed un motivo per la mezz'ora di imprecazioni nel cercare il posto.
Ci sono persone che è sempre un piacere rivedere; come Wolf, un monumento di un presente stemperato nel passato... è buffo rendersi conto che lo vedrei male in abiti moderni. E i ragazzi in campo, e Luthien che non vedevo da secoli, nonostante non sia mai abitata tanto vicino a dove vivo; le assurdità del presente. Abbiamo stemperato una notte fresca in bicchierini di idromele e ondeggiamenti sempre peggiori, ricordando tutto e nulla.
Una serata che ha perso un suo senso, alla fine... finché non siamo state sulla strada del ritorno, la musica nelle orecchie e discorsi troppo seri in ballo; la luna gialla su Trieste.
Una mezza luna tramonta su un mare di luci.
Pensieri dolci e sparsi sulle ali di desideri e menzogne, che mi seppelliscono nel sonno.
Ci sono discorsi che mi fanno venir voglia di aprire forum - sul mondo, sul presente.
A volte riesco a rispondere, altre no.
Però... alcuni commenti si intrecciano come sete e paglia, riparo e conforto; un mix familiare che sento addosso e l'apertura verso l'ignoto.
Nel confronto passiamo altri limiti. Forse per questo ce n'è tanto bisogno.
Forse per questo tanti lo evitano.
E' l'equinozio e me n'ero quasi dimenticata.
Ho cucinato bene come da un po' non capitava, e una silente ispirazione chiama la notte.
Un si ha cambiato ancora una volta la mia prospettiva, ed ora mi muovo in acque rinnovate ed antiche. Ancora in cerca.
Devo trascinarmi su sentieri conosciuti, per renderli ignoti e ricostruirli.
La follia del ripetere un gesto per saperlo fare di nuovo.
E di mezzo quante strade, quanti angoli già visti, che però sono ora solo memoria?
Imparare, procedere.
Sono così contrapposti nella pratica... imparare, interiorizzare e procedere.
Necessitano di mediatori.
Come sapere e vivere... riconoscere.
Mi chiedo se il prossimo passo sarà un tuono, una scossa, o se tornerà ad essere il solito traguardo che ne presuppone un altro, un altro...
Il dramma è in pieno svolgimento: quest anno Hobbiton si svolgerà a Bassano del Grappa.
Niente fughe a casa il sabato mattina per la aaah doccia calda e un'ora in morbido letto, niente visite da amici di zona, niente possibilità di trascinare il gruppo dei pigri per l'assenzio delle 12.
Dovrei sorridere del fatto che un'inezia del genere è un pensiero rilevante.
Di fatto non lo è, appare e scompare sotto il flusso di altri pensieri che richiedono soluzioni più urgenti e concrete... ^_- e che quindi è inutile nominare qui e ora.
Comprendetemi... per Hobbiton dovrò andare "fino" a Bassano.
Ogni tanto torna a porsi la domanda: sei abbastanza forte?
E' un po' una costante del mio modo di sentire la vita, a cui non so ancora rispondere.
Come un gatto, so che puoi farcela da sola.
Eppure la sensazione di solitudine è stato il primo dolore che ho conosciuto... il rifiuto. Ed ora cerco di essere forte al punto da oltrepassarlo, da superarlo senza scalfirmi di nuovo, senza ammettere la ferita.
Senza ragione forse, senza coerenza... andando a tentoni come un neonato.
Ne riconosco meriti e limiti, me lo cucio addosso come un abito-corazza... strappi e nuove chiusure, senza sapere se accettarlo o meno.
Torna la domanda: sei abbastanza forte?
Ma è una domanda che ha una sola risposta, nel presente, per l'ORA.