Non sono contraria al diritto di aborto, sono contraria all'aborto in sé.
La distinzione può parere nulla, per me è assoluta.
Non credo nel diritto di una donna di decidere della vita di un altro essere; di pensare che una vita non sarà in grado di raggiungere la felicità o una completezza perché lei non lo ritiene possibile.
Non credo nel diritto di altri a tirarla da una parte o dall'altra, costringerla ad abortire o a non farlo. Non credo nella società che dice che "avere figli da giovani è un problema", o che "un bambino così non avrà un destino"... nella "macchia scura" di un figlio al di fuori di un rapporto di coppia.
Chi si batte contro clericalismi e paternalismi dovrebbe fermarsi a pensare che forse l'illusione maggiore è quella di ritenere che un figlio ti possa distruggere la vita e una continua cura dimagrante condita al botulino per apparire come una modella no.
E' la paura che ci distrugge, non le difficoltà; quelle sono come il sale.
Abbiamo perso il nostro branco? Quello con cui condividere i cuccioli, quello con cui sentirsi sicuri in ogni caso?
In questa disperazione non sappiamo più cosa è naturale e cosa no, tutto diventa ideologia.
Quanti sono veramente responsabili delle proprie azioni?
E dire "è un diritto della donna" o "no, non si può fare" non è sempre cercare di continuare a togliere agli altri quella responsabilità?
E' difficile spiegare il perché.
Saranno le ore di condivisione di tutto e nulla, le risate appena alticcie ed ancora ben lontane dalla sbronza; sarà che nel caos che c'è al bar a quell'ora non si può parlare di nulla di serio, e i commenti possono rasentare l'osceno visto che li sentirà forse il tipo incollato in piedi al retro della mia sedia. O il vicino di tavolo, che dopo un po' sbianca ed evita ogni approcio.
Via un'altra maschera, quella seria del presente, del lavoro o dello studio.
Sotto la pioggerellina che ha portato via la nebbia ridiamo; la risata di Demetra e di Baubo, una sorellanza intensa ed effimera - forse ci sarà un'altra sera, forse no.
Intanto, in giorni veramente troppo grigi, ho tirato un sospiro di sollievo.
Vampyr8 mi ha ricordato una cosa rispetto alla politica italiana: le scorse elezioni si candidò anche Flavia Vento, queste no.
Forse c'è veramente un briciolo di speranza.
Oggi sono irritabile; il termine è un patetico eufemismo per una voglia di omicidio repressa grazie ad anni di esercizio.
E visto che quando si è di buon umore bisogna alzare il tiro, vedo di mettere in mostra anche qui un bell'esempio di rispetto per l'ambiente e, soprattutto, per la salute altrui.
A Udine si va di (inutilissime) targhe alterne, ma direi che rispetto a questo è uno scherzo.
fiordibattaglia.splinder.com/archive/2008-02
Sentinelle osservano il mare di nebbia,
cantano in suoni aspri inviti ed incontri -
le promesse ambascerie.
Da davanti alla tenda ascolto i suoni,
chiedendomi il perché di tanto affare;
l'ombra incalza.
Non è nebbia; è semplice foschia.
Si stende tra le cose incerta, quando pensi che possa essere qualcosa di serio si sfuma, scompare.
All'inizio è stato piacevole, quasi come una nebbia mattutina; il suo permanere è quasi fastidioso... come quando la nebbia mattutina si ferma e la sua presenza inizia a pesare, come se infine non fosse il normale confondersi delle cose ma qualcosa di più insidioso.
Domani.
L'equilibrio? Come un istante mozzo, in continuo cambiamento.
Mi appendo a quei singulti pur sapendo che nel momento in cui li afferro sono destinati a passare. Eppure, eppure, è difficile giostrare la differenza tra essere ed avere; difficile consacrarla nel presente.
Essenziale.
Un altro attimo, uno sprazzo e la coscienza di nuove cicatrici.
Sogno un manto su cui disegnarle, sogno chi le possa cantare.
(per il fatto
di poter vivere istanti divini
questo piccolo essere incompleto
ringrazia)
Sottili, sottili, drappi di futuro si allontanano da me
trascinandosi dietro colori confusi e vivi;
distanti si sciolgono nel possibile in sospiri cangianti
distanti chiamano il mio nome in risate argentine,
in sussurri caldi e vecchi prima ancora di nascere.
I tramonti sospirano desideri al Sole
ma è Lei, la Luna, che mi fermo sempre ad osservare.