Trovare un unico significato ad un avvenimento è incasellarlo in uno spazio, per forza di cose, troppo angusto.
Nel pomeriggio, distrutta, ho sognato la tensione di un arco che spazzava via problemi di bassa lega.
Lucidità.
Eppure ancora sono in movimento per l'associazione, per cambiare aspetto a casa, mentre le matite aspettano inascoltate e a volte anche i racconti. Si struggono sotto la pelle, aspettando il momento per esplodere.
Sentivo il temporale, nella notte.
Mi attardo in troppi impegni e la creatività inizia a strillare per avere i suoi spazi. Disegnare, rimettere su carta pensieri che ultimamente sono esplosi come fuochi artificiali.
E' un'estate di vento.
Ci sono persone che in fondo non conosco e che già mancano, e l'equilibrio è un'utopia distratta tra strappi in avanti ed indietro.
A volte ho l'impressione che sia solo la volontà - ho la certezza che sia solo la volontà a tenere insieme un quadro infranto, e ne sono orgogliosa. Perché conosco il dipinto che questi pezzi di puzzle delineano, lo sento battere nelle vene sotto il sangue.
Quindi aspetto ancora più vento e sale.
La temperatura è moderata, ammetto quasi qualche brivido leggero.
Il pomeriggio promette piccoli lavori alla falsa ombra della casa, nuovi orizzonti di librerie o pc.
Ed è tutto così semplice, pulito, luminoso...
...estate...