Do you always trust your first initial feeling
Special knowledge holds truth bears believing
I turned around
And the water was closing all around
Like a glove
Like the love that had finally, finally found me
Then I knew
In the crystalline knowledge of you
Drove me thru the mountains
Thru the crystal-like clear water fountain
Drove me like a magnet
To the sea
Tutti i nodi tornano al pettine.
Sono lucida come capita di rado, i momenti luminosi in cui mi sento salda nel mio presente - il sole autunnale ne ride con me.
In questi giorni sono risalita indietro alle radici oscure, il più lontano che potessi, di tanti mali, e svelandole a persone di cui mi fido ho illuminato frammenti di verità che ancora non conoscevo.
Sono forte in questa mia coscienza, tranquilla: come se capire il passato mi avesse dato radici per affrontare il presente e briciole di futuro.
C'è già una strada che mi attende, oltre il disturbante rumore di chi vorrebbe vedermi come non sono.
Ci sono pietre da puntare e confini che una volta per tutti saranno tracciati verso persone che non hanno diritto di fare danno; una risata sottile esplode dentro se penso a quanto è accaduto negli ultimi mesi, a quello che ho vissuto e agli ostacoli che hanno perso più chi mi stava accanto che non me.
Sono qui, presente, ancora viva e speranzosa - il cielo splende ed aspetto la luna.
E' buffo come certe condivisioni purifichino.
Non è il fatto di lasciare il peso sulle spalle di qualcun altro (spero con ogni forza di non farlo, assolutamente), quanto lo spazzare via quanto di sporco o incrostante resti sui pensieri e sui fatti.
Ci sono mondi fatti di dolore e abisso, in cui dobbiamo passare; deserti e rovi e ghiacciai che ci tagliano e segnano. Quei luoghi però sono fatti per avere un inizio ed una fine, le ferite per essere ripulite e non portare dentro di sé i germi di quanto abbiamo vissuto.
Perché sono catene che vanno interrotte. Lo spirito è libero, la carne rinasce.
Mi trovo in queste mattine a ringraziare i raggi di sole. A ridere delle foglie gialle che cadono sul parabrezza mentre attendo il verde del semaforo, trascinate dal vento a pioverci addosso.
Sto facendo molta strada, da sola e non da sola: non avrebbe valore se non avessi accanto persone vere con cui condividere queste piccole conquiste.
Mi spaventa quanto dovrà correre chi vorrà fare lo stesso in futuro; al contempo, non ho mai amato le cose troppo semplici.
Prendo un cavalcavia per tornare a casa, si aprono le montagne annuvolate del Friuli.
Sorrido.
La fine di settembre si trascina nel sole, che invita le ultime cavolaie sugli ultimi fiori della stagione. I sogni stanotte mi invitavano verso un ignoto già noto, solido eppure solare.
Fuori si sta meglio che in casa, lasciandosi coccolare dalle foglie secche che il vento trascina e dal profumo di uva dalla vite. Lo sente anche il batuffolo bianco che chiamano cane e che in questo periodo è difficile tenere in casa.
Spalanca le porte come il vento.
Le dita sono come rami spogli e freddi, intirizziti attorno a tazze bollenti sotto il sole.
Una candela accesa alla fine di settembre.
Come un faro nell'oscuro oceano del tempo.
La giornata è grigia qui, quasi ferma... da qui. Appena fuori dalle finestre il mondo è un brulicare a cui presto mi aggiungerò. Presto.
Hai mai ascoltato veramente le mie parole?
Forse non ti sarebbero piaciute... me ne compiaccio.
Mi scuoto via gli ultimi brandelli di incubo, mentre il sole cede il passo a nubi passeggere.
Di questo autunno devo ancora riscoprire il rosso intenso, ma già chiama in fondo, indistintamente. Vorrei farmi guidare, ma non c'è richiamo alle lacrime - solo silenzio.
Da questo silenzio ritrovo i passi: lenti, morbidi, esitanti. Ritrovo le voci, le piccole condivisioni che trascinano in avanti come una tempesta...
...che nel cielo attende solo l'attimo
per essere liberata.