La meschinità umana è immensa ed incontenibile.
Quindi andrò a scroccare un cioccolatino al vicino d'ufficio e mi darò a fare qualcosa di utile.
Una volta tanto.
Vorrei essere un po' più simile alla luna in questi giorni e meno simile: scomparire e riapparire a piacimento.
Tante tensioni si stendono, ambigue foschie in cui vorrei sparire e impegni da cui mi farei trascinare ancora di più; un irregolare gioco in sospeso tra l'inattività che mi prende in autunno e l'iperattività che tirava in estate.
Amo entrambe, temo entrambe.
Perciò mi sprono ad essere di più e sempre meno avere, perché ogni tempo che perdo senza sentirlo battere nel cuore è una ferita aperta.
La festa è un successo ed un fiasco come può esserlo solo La Festa, quell'immane casino che regolarmente si affaccia alle nostre esistenze a fine ottobre.
Troppe sanguisughe di cui farei a meno a ridurre male i festeggiati, eppure risate e persone che vedrei volentieri più spesso.
Ho ufficialmente perso Venzone, perché a quest'ora non ci penso neppure lontanamente ad affrontare le ore di coda verso il paese; e perché in fondo so già che la gola, dopo la tanto agognata tregua del weekend, tornerà a farsi sentire entro sera strigliandomi per le ore fuori al freddo.
E benedetta sia la pashmina che mi hanno regalato Cri ed Alex, ha colore e cAlore perfetti... :P
Mi sento viva della felicità delle piccole cose, per quanto turbate da persone ed eventi molto sbagliati.
Sto riscoprendo la luminosità del mondo, ridendo un po' con compassione - non pietà, compassione - per chi non realizzava di stare soffocando. Ridendo sollevata per chi voleva soffocare tutto attorno a sé ed ora non ha più presa su di me; stringendo i denti per i nuovi che tenteranno di farlo.
Ci sono persone che meritano poco, a stento il tempo per allontanarli. Chi vorrebbe soffocare ogni luce per non ammettere di non voler brillare di luce propria.
Il docente li arringa sul tema a fine lezione.
Secondo la riforma attuale, ci saranno pochissime assunzioni in Università ed Ospedale; questo dovrebbe farli sentire molto, molto motivati alla protesta perché ad essere in ballo è il loro stesso futuro.
Il soggetto che parla ha passato da un pezzo l'età della pensione, ma resta dov'è.
Ha tre figli, tutti e tre occupati in Ospedale e Università - alle sue indirette dipendenze. Perfino il terzo figlio, che ha studiato Lettere. Perfino le nuore.
Si passano racconti deliziosi su quello che una delle nuore non sia in grado di fare in sala operatoria, e quello che il figlio sia in grado di fare nello stesso ambiente quando arriva ubriaco al turno di notte.
E questo viene a dire che c'è da protestare contro la riforma?
Certo, ma ho in mente un'altra protesta molto più prioritaria... o forse una domanda: teme di non riuscire a trovare spazio per tutti i futuri nipotini?
...no. Per me l'Italia non è la patria dei furbi.
Non mi interessa se per tanti funziona così. Per quanto ed ogni cosa che posso, no.
Oggi cerco il mondo in un abbraccio caldo, triste.
Terzani si è infisso sui passi del mio viaggio, colorando di Tailandia, Giappone, Cina le ore passate in treno.
Tocchiamo abissi spaventosi ogni giorno, eppure restiamo sugli spalti di fronte ad orde immonde, aspettando il primo raggio dell'Alba.
Speranza.
La Bellucci non è un genio della recitazione; si è anche trasferita a vivere in Francia, anche se devo dire che il moroso che si è trovata non è male.
D'altra parte, la coscia pinnata in Matrix è stata decisamente imbarazzante, come certi film non doppiati.
Il primo fatto è questo: a me a pelle ispirava.
Il secondo fatto è questo: una che dice che non è lei quella sulla copertina, che lei non porta la 40 né l'ha mai portata, perché delle belle curve esigono spazio... ecco, una così in fondo qualcosa di buono ce l'ha.
Ricordo Modeland ed i ritocchi del fotografo sulla foto della modella: clicchi, e scompaiono le ombre delle costole. Altro clic, e via il segno delle spalle troppo ossute.
Ma così, cari, dimentichiamo che quelle ossa ci sono e che se sono bene in vista c'è anche qualcosa che non và.