Sul tavolinetto bianco i dolci per la serata,
sotto un abisso, l'inconciliabile distanza
che lega i due punti attorno a quel circolo.
Resto rassicurata dal silenzio - tutto com'era. Tutto differente.
Una completezza inattesa.
Un senso che non pensavo di trovare.
I analyze and I verify and I quantify enough
100 percentile no errors no miss
I synchronize and I specialize and I classify so much
Don't worry 'bout dreaming because I don't sleep --
I wish I could at least 30 percent
Maybe 50 for pleasure then skip all the rest
If I only was more human
I would count every single second the rest of my life
If I just could be more human
I'd have so many little babies and maybe a wife
I'd roll around in mud and have lots of fun then when I was done
Build bubblebath towers and swim in the tub
Sand Castles on the beach, frolick in the sea, get a broken knee
Be scared of the dark and I'd sing out of key
Curse when I lost a fight, kiss and reunite, scratch a spider's bite
Be happy with wrinkles I got when I smile
Pet kittens 'till they purred, maybe keep a bird, always keep my word
I'd cry at sad movies and laugh 'till it hurt
I'd buy a big bike, I'd ride by the lake
And I'd have lots of friends and I'd stay out too late
If I could just be more human
I would see every little thing with a gleam in my eye
If only I was more human
I'd embrace every single feeling that came in my life
Would I care and be forgiving?
Would I be sentimental and would I feel loneliness?
Would I doubt and have misgivings?
Would I cause someone sorrow too? Would I know what to do?
Will I cry when its all over?
When I die will I see Heaven?
[Scott Matthews, Be Human - Ghost in the Shell OST]
Allenamento libera i pensieri e la lucidità.
Ultimamente un bene raro.
Come svegliarmi con la luce del sole, come progettare il presente ad un caffé dando senso e ordine ai penseri vaghi che da un po' bussavano alla coscienza.
Gabbia, non gabbia.
Sciogli le parole, ogni catena
perché il sentiero scorra ancora verso il monte
perché la Luna chiami dalle alte terre dei Cieli che attraversa.
Mi perplime la vignetta che dalle pagine del web vanta la lotta armata contro il potere.
Non rientra nelle mie corde. La trovo pericolosa, volgare, inutile.
Eppure riporta in mente anche l'articolo che l'altro giorno una conoscente su Facebook ha postato: difendeva il diritto al porto d'armi.
Ancora, una causa che non condivido.
Mi ha dato da pensare la motivazione: non è contro (o non solo contro) i delinquenti che vanno prese le armi, ma contro i politici.
La libertà dell'uomo era fondata sul diritto a combattere con ogni mezzo contro ogni tipo di tirannia, palese o meno.
Il concetto di chi scriveva era che "un cittadino che si assume la difesa della propria vita, la responsabilità delle proprie scelte, sarà sempre più difficile da prendere in giro di uno che resta lì in attesa di essere protetto, accudito, coccolato".
Non apprezzo la conclusione, mi piace molto l'idea di responsabilità.
Obama ha detto di non temere. Bene. Vediamo cosa farà.
Quanto spesso vengono commentate affermazioni, quanto di rado fatti? Perché valutare dalle parole se le azioni sono quelle che dovrebbero contare?
Ripenso alla vignetta e realizzo che la lotta armata sarà stupida al limite del criminale, ma è una delle tante responsabilità che pochi si assumeranno... una delle ultime, causata da troppi che hanno lasciato le proprie responsabilità (e di conseguenza il proprio personalissimo potere) a marcire in mani sbagliate.
Lotta? No.
Occhi aperti? E' già tardi.
Ci sono parole che ci scivolano dentro, cambiando e cambiando il modo in cui le sentiamo finché non si ha l'impressione di non averle mai conosciute nel loro originario significato.
O di averle sempre sottovalutate, come una gabbia che aperta lasci libero un uccello del Paradiso.
Così, crescere: scoprire un dettaglio che approfondisce, che dà una sfumatura ancora più complessa a quello che ritenevamo essere già completo.
La fiducia nel domani.
Vado alla caccia del cervo dorato.
Potete sorridere, amici, ma inseguo
questa visione che mi elude.
Corro per valli e per colline,
vago per paesi senza nome, perché
vado alla caccia del cervo dorato.
Voi andate a far compere al mercato
e tornate a casa carichi di merci,
ma l'incanto dei venti senza dimora
mi ha colpito, non so quando né dove.
Non ho cura del mio cuore;
tutti i miei averi ho lasciato
lontano dietro da me.
Corro per monti e per valli,
vago per paesi senza nome
perché inseguo il cervo dorato.