Posso trovare scandaloso che Mediaset paghi la Parodi per farsi una vacanza dalla California a Forte dei Marmi dietro ad una collezione di costumi da bagno?
Non sarà televisione pubblica, ma non vedo come la cosa sia meno immorale.
Fino a prova contraria sarebbe una giornalista.
Ho osservato dal fuoco come deve comportarsi il cuore:
bruciare, quando viene acceso, finché c'è legna; fino a che tutto diventa cenere grigia, soffice.
Restare silente allora, seppellito dal rimorso.
Aprirsi ad ogni nuova ferita, mettendo a nudo le braci rimaste... pronte a riprendere vita al primo segno di legno e di vento.
Un fuoco ha un che di eterno, se fatto bene.
"Dopo la morte di suo marito è impazzita, sente le voci, vede cose che non ci sono, delira."
Non è il genere di informazione che ti aspetti di trovare, ripulita e anestetizzata, sul giornale. Neppure di sentirla così, a bruciapelo, dopo una decina di anni dall'ultima volta in cui l'hai vista.
E ripenso a quelle mani fini, delicate, alle unghie sempre curate con cui sottolineava l'errore nei compiti che ci riportava, al ginnasio.
Penso all'impeccabile comportamento, sempre controllato, sempre maternamente severo; alle lezioni morali che cercava di inserire tra una lezione e l'altra, fatte di fermezza compassione.
Chissà cosa vedeva, lei, di me?
Chissà cosa vede ora, che fantasmi; quali spettri e voci imprigionate sono rimaste libere, solo nella sua mente.
"Il club di Jane Austen" mi perplime.
Mi diverte, io che devo ancora far pace con Jane e i suoi protagonisti, uomini che hanno poco più del merito di esistere sui loro piedistalli di nobile superiorità e donne troppo maritate per rispondere a tono se non eccezionalmente (e di solito senza avere totalmente ragione). Jane Austen come rimedio di ogni male coniugale o di relazione... potrei anche crederci in fondo, vista la mia allergia ai rapporti stretti in generale.
Al dovere.
Così costretta in quei disastri di famiglie in cui non salvi un membro, tutti dispersi al punto di non aiutarsi veramente; di non riuscire a perdonare o litigare con pienezza, lasciando non detto tantissimo e fermo tutto quello che potrebbe portare ad una crescita di chi avrebbe bisogno di un'iniezione di buonsenso. O due.
So che dipende dal periodo storico, ma come dice in Cold Comfort Farm la protagonista, Flora Post, proprio giustificandosi su Jane Austen... "tutto necessita cambiamento".
E adesso vado a litigare per l'iscrizione al registro. ç_ç
Scrive su un giornale locale che la temperatura media in Friuli, negli ultimi 50 anni (o di più? O meno? Irrilevante, visto la cazzata colossale che ci appiccica dopo) è aumentata di una decina di gradi.
Facciamo un esempio: visto che a gennaio di notte siamo cascati spesso sotto zero, quando mia nonna era giovane si arrivava ai 20 gradi sotto zero.
Di giorno si toccava gli zero per occasione.
...una decina di gradi?
Il Friuli sta diventando una serra, visto e considerato che a livello mondiale si litiga sul mezzo grado al secolo.
Il numero dopo smentita urgente e seccata dello specialista intervistato dalla signora. La cifra era assolutamente inattendibile e mai menzionata.
Stamattina trovo il di lei nome occhieggiare dalla pagina di una testata nazionale.
Ora, che su quel foglio si scrivessero più cazzate che altro me n'ero accorta già da un po'.
A questo punto, crisi e prezzi sottomano, la cosa inizia ad offendermi.
Sono 470€ che la famiglia si paga annualmente, per che servizio? Il reclutamento di imbonitori da strapazzo?
Se non fosse che solletica l'ego del capofamiglia, per cui è necessario avere la sua fetta di imbonitura quotidiana e di infarcitura di cazzate, resterebbe in edicola.
Sono per il vivi e lascia vivere, non leggevo se non per farmi due risate o controllare le idiozie di "casta", ma questo è troppo.
Dall'altra parte sorge la voce di Grillo su tg: "Anziché prendere a manganellate pensionati e giovani", i poliziotti dovrebbero andare a cercare i parlamentari.
Assolutamente affascinante.
Risento la voce di un tale chiamato Pasolini, che faceva notare che era facile prendersela con i proletari in divisa.
Non si cresce a demagogia contro demagogia.
Ci sarà un altro posto nel mondo
una strada che riparte da qui
ci sarà un altro istante nel tempo
per vivere tutte le vite possibili che volevo io
[Mario Venuti, Un altro posto nel mondo]
Per l'autore rappresenta tutti quelli che si adagiano nel non fare, perché tanto "verrà un'altra possibilità".
Ma è così vero, che possiamo essere infiniti nei nostri passi; che non c'è morte che veramente ci conosca a cui non si accompagni una rinascita.
Il valore del futuro non offusca il presente: perché questo è il passo, sentito, con cui sorridiamo ad esso.
Non potendo tornare indietro, si rivolse a cercare quanto desiderava in avanti.
Dove i suoi passi avrebbero potuto condurla.