Mi chiedi del Friuli. E' uno scontro in armi antiche - non le mie.
Io rimpiango il mare, la pelle mi chiede violentemente un abbraccio di salmastro e sole, gli spazi di tranquillità che è tanto facile trovare quando ci si allontana dalla famiglia.
Eppure è passata la prima pioggia, torna il fresco e tornano i progetti - Friuli Doc, eventi, locali aperti e persone. Le giornate si accorciano drammaticamente e già puoi intravedere l'inizio di un autunno intenso e vivo, ricco.
Sono divisa, cara lupa, tra la malinconia delle pioggie e la nostalgia del sole - attratta dall'energia di entrambi.
In questi giorni il Friuli canta, ci trascina nel suo ritmo.
Il motivo per cui quest'estate sono così assente?
La morte di Jacko mi ha distrutta. Posso dirlo solo a voi, ma ero anche io una dei suoi amanti segreti. Adesso finalmente mi sento di parlarne... qualcuno della stampa in zona? Dettagli piccanti a modico prezzo, giuro...
Questo caldo afoso mi stende.
O saranno le troppe ore strappatemi per inutilità?
;) ancora per un po' continuo le vacanze... un pensiero a tutti...
Vento ed onde; come potrei non essere felice?
Stridono con gli avvenimenti dell'ultima settimana, troppe persone che mi pretendono diversa da come sono e la rottura di coppie antiche, amici con cui ero cresciuta: cosa fai quando la metà si perde? Quando si lascia seppellire dal proprio malessere e fugge?
E' stato un breve incubo, un ripetere sensazioni già vissute in prima persona ma in chiave così minore da sembrare un gioco di burattini.
Ho corso, corso, scaricando ad ogni passo un po' di malessere. Per ridere della pioggia che ha raggiunto Lignano, degli sprazzi di sole troppo radi per permettere un'abbronzatura come ci voleva.
Il banco di prova di una scelta è ripeterla. Ma a volte non è questione di ripetere le scelte, è questione di viverle.
So che guardo in faccia chi ho davanti e sorrido, perché ci sono e saranno periodi negativi, pesi, difficoltà. Ma resto in piedi, testarda, dubbiosa, ostinata.
I am myself.
Si sa che in Italia c'è un certo tipo di tessuto sociale refrattario al nuovo, al cambiamento, al crescere ed al morire.
Sono curiosa delle motivazioni collettive ed individuali, le ricerco e studio.
Resto talvolta amareggiata del diretto decantare delle sopraddette nel vissuto.
C'è un tale signore che spesso si muove nelle fiere medioevali, con fare da intrattenitore ed accento toscano. E' stato uno dei grandi della scherma storica italiana e per questo restava nella nostra memoria come una sorta di mito; "andiamo a vedere se riusciamo a parlare con Ser Lorenciotto! (e non dimenticate l'assistente)"
Quando però ci ha avvicinati, chiedendo con fare arrabbiato chi fossimo e cosa ci facessimo lì... è stato brutto.
Perché, signori, i suoi collaboratori possono esibirsi in combattimenti-buffonata con tanto di giravolte e vestiti alla Xena, ma i due ragazzi del nostro gruppo vestiti da Lanzichenecchi erano un problema per la fiera. Se ne sono andati non appena ci siamo presentati, scambiandoci per amici dell'ex presidente (il cui nome è un'onta che stiamo lavando da un anno).
Invadere il campo altrui senza prima inginocchiarsi al signorotto di turno? Impossibile. Inaccettabile.
L'invito, più tardi, di partecipare ad uno stage di scherma scenica (per rendere meglio nell'"intrattenimento") - a pagamento, naturalmente - ha ancora il sapore amaro di un frutto andato a male.
"In Germania, se vedono qualcuno con un bel costume vanno a complimentarsi" fa abbattuto uno dei nostri.
E' questo uno dei mali dell'Italia, non finirò mai di dirlo.
Anche noi, come gruppo, discriminiamo, ma lo facciamo sulla base di standard, non di sudditanza. Questo servilismo, vieni con me o ti sbatto la porta sul muso, o non hai diritto di esistere, potrà essere di moda ma non fa per me.
Quello che è stupendo è che l'ex presidente, presente alla rievocazione sotto il gran capo e con cui ora preferiamo avere poco o nulla di cui spartire, diceva che queste erano le tecniche degli altri.
Decideremo come associazione in che modo agire, ma io non credo in queste tecniche, non credo in questi modi. Ci saranno altre occasioni o le creeremo; preferisco spendere energie e volontà in questo.