Non ho ancora ben chiaro cosa farò stasera. Il buonsenso avvisa che dovrei trattenere il poco di salute che resta, ma ho voglia di movimento.
C'è una voce, neppure tanto sottile, che vuole uscire e semplicemente... festeggiare. Aprire alla stravagante carnevalata di Halloween per scuotere Samhain.
Arrivano le lunghe notti.
E' difficile spiegare l'inquietudine di qualcosa che va cambiando irrimediabilmente.
A me poi, che aspetto fino all'ultimo prima di spiccare il balzo, le cose sembrano ancora più ruvide.
Sono le sere fredde dell'autunno, con il sole che cala così presto. Ho posato molte piante sul davanzale, sperando che il freddo non le colga.
Era da tanto che rievocazione per me non significava più "fortunato incidente".
E' stato bello vedere che può significarlo ancora, anche se dubito che la giornata di ieri sia stata una rievocazione: niente campo, costumata più che attendibilità storica.
Ma vivere l'attimo è possibile, ed è tutto.
Guardarsi attorno senza preoccupazione inoltre non è male.
Spinge, quest'aria di cambiamento. Ingloba più che può e sprona. Avanti, avanti, avanti.
"Maestro, maestro, le porte della percezione per me sono chiuse!"
"Scavalca il muro."
"Ma come posso scavalcare il muro?"
"Tu sei il muro."
Mi pesa, è evidente, che per tanti il successo presente sia più importante dell'acquisizione di capacità, della crescita.
Parlando con loro il presente è tale senza obiettivi, senza autorealizzazione.
Riconosco una certa immobilità anche nel mio ora, ma è legata al non saper ancora lasciare andare il passato, ad un'incertezza di azione più che alla concreta mancanza di variabili che affligge molti.
Giovani, direi, ma neppure tanto - restano bambini però, dagli adolescenti ai cinquantenni.
Non li capisco, mentre continuo ad arrancare nelle strade dell'Essere, cercando domande perché restino senza risposta.
Perché siano, semplicemente.
Se non avessi scelto una Strada, in questo presente cosa sarei? Mi fermerei veramente alla superficie delle cose, credendo che navigare sull'acqua sia abbastanza?
Mi immergo in una realtà che cambia, e le parole svaniscono.
Realizzo che come al solito il blog mi sta seguendo; dove prima c'era una voglia di esprimere e cercare, ora c'è un silenzio pacato. Raramente ho scritto così poco e così tanto in percentuale della mia vita privata.
Poche riflessioni "metafisiche", poche poesie.
Sono in un silenzio ovattato e sereno, come in attesa del parto. E non ho parole se non quelle che riesco a far scivolare nel presente.
Sono qui ed ora.
"Permetto il confronto, nei limiti da me prestabiliti. Ammetto la replica, purché si confaccia alle mie aspettative."
Sono termini che posso anche accettare in tavole rotonde in cui il tempo sia poco e gli argomenti limitati - per la prima parte almeno.
Ma il presente è distruttivo e ribelle, non accetta limiti imposti così arbitrariamente. Mi fanno ridere tanti soggetti, aperti al confronto finché resta all'interno della loro esperienza.
...'til the sun breaks down.
And Death shall have no dominion.
Se riuscirò a non uccidere nessuno prima che mia sorella si laurei e parta per la settimana di vacanza, potrò permettermi qualche abnorme deviazione dal sentiero di maturità e karma positivo solo per controbilanciare.
Basta che me lo ripeta abbastanza volte nel corso di un minuto.
Lucidamente, inizio a distinguere le persone.
A capire perché mi piacciono o non mi piacciono, in quanto posso tranquillamente rapportarmi con loro.
Mi sento libera in questo autunno, pagandone il prezzo. Mi sento attiva e per nulla pronta - ma già in ritardo.