Ci ho provato.
Coelho mi ha sempre allontanata, da quando leggevo di sciamanesimo e girava per casa il suo Guerriero della luce. Mi dava la stessa impressione di Gibran, persone forse con una grande sensibilità... ma che non erano veramente arrivati al punto.
Ho provato a leggere Zahir, e l'impressione è tornata centuplicata.
Coelho parla tanto di iniziati, quasi vede le iniziazioni... ma poi torna a casa, nel nido caldo degli oggetti, del suo successo, dell'affermato mondo rotocalcato e di copertina che in fondo sarà scialbo, ma è rassicurante.
E l'amore è uno dei tanti oggetti che dai viaggi puoi riportare a casa, per tornare ad ingabbiarlo nel quotidiano da cui voleva fuggire.
Non evoca, Coelho... ci prova e poi torna indietro, rifiutato dagli stessi personaggi che cercava di realizzare. Lo guardano e lo giudicano, per poi tornare ad essere le maschere con cui può giocare.
Non mi dà l'impressione di "sbagliato" che tante letture pseudo-esoteriche hanno. Mi dà l'impressione di un continuo incompleto.
Se questo è il cammino, se ti riporta allo stesso punto che doveva cambiare e crescere con te, perché farlo?